Domenica 10 maggio 2009 si è svolto il
consueto "incontro in cammino" del Gruppo Piemontese Amici
del Cammino di Santiago.
Da Susa, superato il sottopasso dell'autostrada, una strada vicinale
si stacca dalla provinciale che conduce a Novalesa. La piccola strada
risale la valle del Cenischia sulla sinistra orografica tra prati
sino ad un ponte che scavalca il torrente. Si va a riprendere la provinciale,
la si attraversa e si percorre tutto l'abitato di Venaus sino alle
ultime case. Di qui, sino a Novalesa, percorriamo la strada principale
peraltro tranquillissima. Alle prime case, sulla sinistra, un ponte
ed ancora circa un chilometro conducono all'Abbadia della Novalesa.
Camminata rilassante di una decina di chilometri: poco più
di due ore. E' seguita la visita dell'antico complesso religioso.
Il nostro gruppo, guidato da Pier Giorgio Tosco, ha scelto questa
meta per la sua importanza sulla via francigena che dalla Francia
scendeva in Italia verso Roma ed anche per la sua particolare spiritualità,
circondata da un ambiente naturale di suggestiva bellezza. Incombono
su di noi il Rocciamelone ed il colle del Moncenisio.
L'Abbazia fu fondata nel 726 dal nobile Abbone, governatore di Susa
e della Maurienne. Fu dedicata ai Santi Pietro ed Andrea e affidata
ai monaci benedettini con la funzione di assistere i pellegrini. Vi
passò pure, alla guida dei Franchi, nel 773, Carlo Magno. Conobbe
nel 906 il saccheggio dei saraceni che da Frassineto in Provenza compivano
scorrerie giungendo nel cuore delle Alpi. Alterne vicende di grande
ricchezza e potere quindi di decadenza e soppressione.
Dal 1973 sono tornati i monaci benedettini che vivono la loro regola
spirituale, conservano i tesori d'arte, i codici miniati, ed accolgono
coloro che desiderano riscoprire la preghiera ed il silenzio.
Nel bosco si trova la piccola cappella romanica dedicata a Sant'Eldrado,
un monaco che qui visse in meditazione.
Ritornati a Susa, abbiamo visitato il Museo Diocesano dove è
conservato il trittico in argento della Madonna del Rocciamelone.
Interessante la storia. Fu portato nel 1358 in cima al Rocciamelone
(3538 mt.!) da Bonifacio Rotario di Asti, nel 1673 fu riportata a
valle e conservata nella cattedrale di San Giusto di Susa. Ora si
trova nel Museo Diocesano e rappresenta un tesoro prezioso della devozione
medievale.
Abbiamo così vissuto una piacevole giornata di pellegrinaggio
condividendo il cammino e le emozioni.
Per
informazioni tel. 0175 42289 / 0175 46467, Nilo Marocchino.